Biografia

BIO

Veronica Montanino (1973) è artista e docente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ha partecipato alla 54° Biennale di Venezia e realizzato numerosi interventi ambientali, animati da un profondo dialogo con l’habitat, sia naturale che costruito, e lo spazio pubblico. Tra le installazioni site-specific quella nello storico Palazzo dei Capitani ad Ascoli Piceno (2006), e a Palazzo Collicola di Spoleto, dove interviene su mobili, soffitto e pareti perimetrali (2010). Altri interventi permanenti sono realizzati dall’artista per la Casa dell’Architettura di Roma, ex Acquario Romano (2013), per il Policlinico Gemelli di Roma (2016) e per il MARCA Museo delle arti di Catanzaro (2018), che precedentemente le aveva dedicato un’importante mostra personale dal titolo It’s a wonderful world con oltre 60 opere, tra installazioni, sculture, dipinti. In quell’occasione l’artista aveva prodotto la sua prima installazione utilizzando la natura come materia, per la realizzazione di un’opera giardino all’interno del chiostro del museo, in collaborazione con architetti paesaggisti e garden designers, con i quali aveva già prodotto Floating Garden, un giardino galleggiante per il Lake of Quinn’s Mary Garden di Regent’s Park a Londra (2015). È stata una delle animatrici del MAAM, Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz, all’interno del quale ha sperimentato per anni il rapporto tra arte e politica. Dal 2016 conduce, con la storica dell’arte Anna Maria Panzera, il progetto Per una ricerca sulla specificità dell’arte [eventualmente] femminile, divenuto oggetto di una pubblicazione per i tipi Bordeaux. Nel 2020-21 il Casino Nobile dei Musei di Villa Torlonia ospita la sua personale Rami, caratterizzata da una forte interazione tra patrimonio culturale e naturale con cui l’artista si è misurata. Nel 2023 per SIC, Parco Internazionale di Scultura Contemporanea, realizza Speculare, un’opera acquatica che si innesta nel paesaggio e si fonde ad esso. Nello stesso anno insieme alle artiste Lucilla Catania, Licia Galizia e Daniela Perego, è promotrice di un intervento nello spazio pubblico dal titolo Dal buio alla luce, che vede la partecipazione di oltre 50 artisti autori di altrettanti manifesti contro la violenza sulle donne. Al suo lavoro sono state dedicate diverse pubblicazioni e video (Rai Arte Cultura, 2015). Lei stessa ha prodotto diversi contributi teorici per libri e riviste sul rapporto tra immaginazione, visione e pensiero. È autrice del libro Arte, pratiche di resistenza, scritto in dialogo con la sociologa Anna Simone per i tipi Meltemi (2024).

 

 

 

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